martedì 20 aprile 2010

EtereKromatico

EtereKromatico di Sergio Etere


Per la prima volta Sergio Etere affida le sue opere ad una mostra, scegliendo come spazio espositivo una chiesa, quella del S. Salvatore, sita nello stesso luogo in cui egli è nato, il centro storico della sua Salerno. Sergio Etere non si limita a fornirci un'immagine fedele ed attuale dell'arte, così come oggi va proiettandosi, ma tenta di narrarci, al di là delle linee e dei colori, una realtà esistenziale e sociologica. Le opere sembrano recare le impronte stesse dell'artista che interviene in una forma profanatoria e dissacrante, avvalendosi di un codice cromatico in cui si ravvisa un'identità personale. Sergio Etere scende sulle tele come su un terreno di sfida, tentando di rimaterializzare tutto ciò che questo mondo globalizzato lascia indietro. Sa indicare, con il massimo della libertà, come l'artista nelle sue opere non deve simulare, ma, viceversa, proprio quando è nella sua arte, egli può celebrare la vita più che in qualsiasi altro momento. Nell'atto di dipingere, l'uomo-pittore comprende quali siano le proprie variazioni interne, ed allo stesso tempo si prepara a porsi nei confronti delle cose del mondo con animo nuovo. Così ogni espressione concettuale, esaltata da forti valori materici e riconoscibile nelle variazioni cromatiche, diventa, per gli occhi e nel cuore di Sergio Etere, una linea di forza che si apre e si distende sull'occasionale fruitore dell'opera, al quale sarà possibile concepirla "come tracce metafisiche da disperdere e riscoprire".


Enrico Taverni

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