Il movimento che cerca la sua stabilità: le farfalle in primo piano, che volano sembra senza una meta, giungeranno anch’esse sulla forma stabile del cactus, che si staglia al centro della tela per eliminare ogni dubbio su chi sia il protagonista dell’opera. Ma la stabilità si coglie al primo impatto: continuando ad osservare, il cactus diventa solo una forma, sia pure importante, nello spazio, e si rimane invece attratti dalla luce irreale che proviene dal fondo, e che definisce e precisa tutti gli altri elementi. Irreale perché la fonte ci è ignota e perché non è naturale, almeno non lo sembra. Non soprannaturale, piuttosto “esterna”, esterna alla natura, alle piante, alle farfalle. Richiama uno spazio ulteriore, più lontano, forse inaccessibile. Allora, stabilità apparente che evoca nuove dimensioni.
A.M.M.
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